JULIAN SMITH – Got my Mac on with iPhone3GS
Quel pazzo di Julian Smith ha dedicato uno struggente brano al suo iPhone 3GS, dando sfogo a tutta la sua malinconia unita al senso di colpa nel dover abbandonare il 3G a solo una anno dalla sua uscita.
Un vero capolavoro di fanboysmo, ma il video strappa più di un sorriso
Carlo Verdone contro la pirateria

Carlo Verdone riceverà il premio FAPAV 2007, direttamente dalla Federazione Anti-Pirateria Audio-Visiva.
Verdone dichiara
Una cultura svenduta e piratata è una cultura che non vale niente. Che cultura può essere quella che si vende nei mercatini e sui marciapiedi? Che cinema è quello buttato per terra, mischiato a borse contraffatte, a Cd falsi e a programmi e giochi per il computer anch’essi piratati? Il mio impegno è perché il cinema e la cultura non finiscano sviliti così sui marciapiedi.
Un giudizio disinteressato, di chi teme che i marciapiedi possano ostacolare la circolazione dei liquidi sul proprio conto in banca piuttosto che la diffusione culturale.
Luttazzi censurato, da Ferrara o dallo “Spirito Santo”?
Ormai tutti sanno quello che è accaduto a Luttazzi nello scorso fine settimana: programma Decameron sospeso e cancellato, e comico licenziato da La 7 per una battuta su Giuliano Ferrara. Ma è davvero così?
Secondo il filone principale di opionione, l’accaduto è da attribuirsi a libertà eccessive prese dal “satiro” romagnolo, che avrebbe travalicato il buon senso. Luttazzi avrebbe approfittato di una rete che, pure avendogli concesso carta bianca, pur sempre rete commerciale è, come spiega anche lo stesso Ferrara in una lettera a Repubblica.
Salta all’occhio, però, il fatto che Ferrara non abbia nulla a che fare con la “censura”, non avendo richiesto alcun provvedimento nei confronti del comico.
Si aggiunga, inoltre, che la puntata di Decameron è stata inviata in replica senza problemi il giovedì successivo alla prima messa in onda.
Il fattaccio accade proprio dopo la registrazione della puntata successiva, che sarebbe dovuta andare in onda sabato 8 dicembre (l’Immacolata), nella quale Luttazzi criticava L’Enciclica di Benedetto XVI, Spe Salvi.
Sorge il dubbio quindi che la battuta su Ferrara sia stato solo un pretesto per bloccare sul nascere le critiche di Luttazzi all’enciclica papale; critiche che, conoscendo l’autore romagnolo, sarebbe sicuramente stata molto poco gradita in ambinete cattolico.
Ipotesi certamente da non scartare.
Si parla sempre delle TV serve del potere politico… ma la sudditanza nei confronti della classe ecclesiastica dove la mettiamo? Che Decameron sia forse saltato grazie “all’intercessione dello Spirito Santo”?
La situazione di Adriano Celentano non è buona
Il nuovo programma di Adriano Celentano è ignobile.
Passi per Rockpolitik, che non fu niente di che ma almeno quelche contenuto lo possedeva. Nel caso di questo “La situazione di mia sorella non è buona”, invece, c’è solo una cosa che regna sovrana: il nulla.
Non uno spunto interessante, non un momento a sottolineare; alcuni monologhi che trasudavano tristezza e banalità in ogni parola e in ogni frase.
Il monologo finale era una cozzaglia di frasi insulse, sconclusionate. I luoghi comuni, a confronto, sono perle di saggezza.
Ascoltare Celentano che biascicava fesserie (quella degli “Ultra” credo sia nata dalla mente di una cimice) nei minuti finali credo sia stato uno dei momenti televisivi più bassi della storia della televisione.
Alcuni intermezzi musicali sembravano inseriti solamente per pubblicizzare il nuovo disco di Celentano; i siparietti con Fabio Fazio erano davvero “un logorio”, ma solo per i poveri ascoltatori, che avrebbero fatto meglio ad andare ad ubriacarsi con il Cynar.
Ospiti? Inutili all’ennesima potenza.
Pure la telefonata con la Gabanelli provocava vari rigurgiti di bile.
In altri momenti sembrava di assistere alla versione povera del Maurizio Costanzo Show, solo molto peggio (e ce ne vuole).
Adriano Celentano forse dovrebbe seriamente valutare l’idea di non presentarsi più in TV, se non solo per stabilire nuovi record di bassezza televisiva.
Morelli a quattrocchi
Sembra che Raffaele Morelli, almeno a giudicare dalle copertine dei suoi libri, abbia un rapporto morboso con i suoi occhiali…
Mi aspetto una spiegazione sulle pagine di Riza Psicosomatica.




