Al Sorriso di Soriso: un sorriso un po’ “forzato”

February 24, 2008 by Riccardo Campaci · 5 Comments
Filed under: Gastronomia 

Dopo anni di domande “come sarà questo Sorriso, tanto osannato dalla guida Michelin?” decido finalmente di provare questo tre stelle, il primo della mia vita gastronomica.

Un locale sontuoso (+1) (sperduto in una zona davvero poco intrigante) accoglie i visitatori; spazi ristretti e accoglienti, con una sala elegante e luminosa ci attendono per la cena (+1).

Non voglio soffermarmi particolarmente sui piatti (ho scelto un menù classico) che giudico eccellenti , eccezion fatta per il dessert, lo sformatino caldo al gianduia , soffice di cioccolato , con gelatina alla cannella: dolce mediocre e poco appagante (-1). Diversamente, antipasto (+1), primo (+1) e secondo (+1) erano piatti ottimi e di gran classe, per non parlare del possente carrello di formaggi, rigorosamente piemontesi (+1).

L’aspetto però che più mi ha colpito è il rapporto qualità/prezzo, a mio parere molto basso.
Mi spiego: nelle mia esperienza gastronomiche posso annoverare altri ottimi ristoranti come Pinocchio di Borgomanero, Villa Crespi sul Lago d’Orta, Cracco-Peck a Milano o la Locanda nel Borgo Antico a Barolo.

Tutti ristoranti in cui ho mangiato divinamente, probabilmente come o meglio di quanto abbia mangiato al Sorriso, ma in cui ho pagato meno. Un differenza circa di 50 euro, cifra che a mio parere non è assolutamente giustificata da alcun valore aggiunto concreto.

Diversamente da quanto sostenuto dai gourmand di Michelin, il gioco non vale la candela; o, in ogni caso, non considero giustificata le tre stelle se paragonate ad altre tavole (come quelle sopra citate) meno “stellate”, ma a mio parere altrettanto o addirittura più meritevoli di quanto sia il Sorriso.

Altri aspetti poco soddisfacente:

  • nei citati locali l’aperitivo ci è stato gentilmente offerto; al Sorriso è stato pagato profumatamente (9 euro) (-1).
  • I risotti erano “minino per 2 persone”, cosa che mi aspetto da una pizzeria di serie B, non da uno dei ristoranti più blasonati d’Italia (-1).

Sono piccolezze, ma piccolezze che saltano subito all’occhio se riscontrate in un locale in cui, nel prezzo del menù (circa 150 euro), sarebbe più logico includere almeno aperitivo, caffè e acqua. Insomma, per un posto di questo livello si tratta a mio parere di pericolose cadute di stile (-1).

Giudizio sintetico: cibo ottimo (escluso dolce), locale elegante ma prezzo assolutamente non giustificato, soprattutto se paragonato a quanto offre la concorrenza, certamente non da meno dal punto di vista culinario e decisamente più onesta da quello economico (+6; -4) .

E sono 30

February 16, 2008 by Riccardo Campaci · Comment
Filed under: filosofia 

Dopo trent’anni, mi volgo indietro e mi chiedo: e se mi fossi perso?