Al Sorriso di Soriso: un sorriso un po’ “forzato”
Dopo anni di domande “come sarà questo Sorriso, tanto osannato dalla guida Michelin?” decido finalmente di provare questo tre stelle, il primo della mia vita gastronomica.
Un locale sontuoso (+1) (sperduto in una zona davvero poco intrigante) accoglie i visitatori; spazi ristretti e accoglienti, con una sala elegante e luminosa ci attendono per la cena (+1).
Non voglio soffermarmi particolarmente sui piatti (ho scelto un menù classico) che giudico eccellenti , eccezion fatta per il dessert, lo sformatino caldo al gianduia , soffice di cioccolato , con gelatina alla cannella: dolce mediocre e poco appagante (-1). Diversamente, antipasto (+1), primo (+1) e secondo (+1) erano piatti ottimi e di gran classe, per non parlare del possente carrello di formaggi, rigorosamente piemontesi (+1).
L’aspetto però che più mi ha colpito è il rapporto qualità/prezzo, a mio parere molto basso.
Mi spiego: nelle mia esperienza gastronomiche posso annoverare altri ottimi ristoranti come Pinocchio di Borgomanero, Villa Crespi sul Lago d’Orta, Cracco-Peck a Milano o la Locanda nel Borgo Antico a Barolo.
Tutti ristoranti in cui ho mangiato divinamente, probabilmente come o meglio di quanto abbia mangiato al Sorriso, ma in cui ho pagato meno. Un differenza circa di 50 euro, cifra che a mio parere non è assolutamente giustificata da alcun valore aggiunto concreto.
Diversamente da quanto sostenuto dai gourmand di Michelin, il gioco non vale la candela; o, in ogni caso, non considero giustificata le tre stelle se paragonate ad altre tavole (come quelle sopra citate) meno “stellate”, ma a mio parere altrettanto o addirittura più meritevoli di quanto sia il Sorriso.
Altri aspetti poco soddisfacente:
- nei citati locali l’aperitivo ci è stato gentilmente offerto; al Sorriso è stato pagato profumatamente (9 euro) (-1).
- I risotti erano “minino per 2 persone”, cosa che mi aspetto da una pizzeria di serie B, non da uno dei ristoranti più blasonati d’Italia (-1).
Sono piccolezze, ma piccolezze che saltano subito all’occhio se riscontrate in un locale in cui, nel prezzo del menù (circa 150 euro), sarebbe più logico includere almeno aperitivo, caffè e acqua. Insomma, per un posto di questo livello si tratta a mio parere di pericolose cadute di stile (-1).
Giudizio sintetico: cibo ottimo (escluso dolce), locale elegante ma prezzo assolutamente non giustificato, soprattutto se paragonato a quanto offre la concorrenza, certamente non da meno dal punto di vista culinario e decisamente più onesta da quello economico (+6; -4) .
E sono 30
Dopo trent’anni, mi volgo indietro e mi chiedo: e se mi fossi perso?
