La qualità dei motori di ricerca

September 30, 2007 by Riccardo Campaci · Comment
Filed under: Internet 

Se dico “motore di ricerca” a tutti verrà in mente una sola parola: Google. Ormai il search engine per eccellenza è lui, in continua crescita, come dimostra anche quest’ultima stima di comScore.Yahoo! si piazza al secondo posto ma con meno della metà della ricerche effettuate. Quantitativamente Google stravince, accaparrandosi, almeno in USA, oltre il 56% delle ricerche.Ma… la qualità?Immaginiamo di voler cercare una parola; a tutti sarà capitato di inserire la parola nel blank box di Google e di premere il tasto cerca. Appaiono una serie di risultati da osservare.Le possibiltà sono allora due: o non si trova nulla e si effettua una nuova ricerca, o si trova un link relativo a ciò che si cercava e si clicca su di esso.Se l’utente clicca su un risultato, è possibile che abbia trovato ciò che stava cercando e la ricerca potrebbe essere andata a buon fine. Viceversa, se l’utente non trova nulla, la ricerca ha condotto ad un vicolo cieco ed considerata è qualitativamente insufficiente.La qualità dei risultati offerti da un motore di ricerca è quindi misurata in questo modo: se la “query” consegna dei click, la ricerca è qualitativamente soddisfacente.Ecco, se osserviamo la “classifica” dei motori di ricerca in relazione alla qualità, Yahoo! è il vincitore, almeno stante il risultato di questo studio di Compete.Il 75% delle ricerche su Yahoo! conducono ad un click, mentre Google si ferma al 65%: 35 ricerche su 100 effettuate sul motore di ricerca di Mountain View conducono ad un nulla di fatto.Questo aspetto potrebbe essere il punto debole di Google, che dovrebbero tentare di offrire un’alternativa qualitativamente superiore, puntando sulla rilevanza dei risultati piuttosto che sulla quantità.

Ecce iPhone!

September 30, 2007 by Riccardo Campaci · Comment
Filed under: tecnologia 

Finalmente ho messo le mani (solo per qualche ora) sul fantomatico iPhone.

Brevemente, l’interfaccia è da urlo: veloce, intuitiva, divertente, reattiva, pratica e comoda.
L’impressione che ho avuto è quella di trovarmi davanti ad un cellulare DIVERSO da tutti gli altri, che in confronto sembrano tutti più giocattolosi.

Lo stesso vale anche dal punto di vista estetico: l’iPhone vanta lo stile di cui solo i prodotti Apple possono fregiarsi. Elegante, minimalista, curato fin nei più insignificanti particolari.

Le funzioni multimediali sono poi eccezionali: ampio schermo, usabilità ai massimi livelli, qualità audio e video ottima. Così come l’esperienza web, davvero accurata e eccelente (Flash permettendo).

Ovviamente le note dolenti continuano ad esserci: limitate funzionalità (SMS mal gestiti, sebbene dal punto di vista dell’interfaccia siano favolosi), un po’ di difficoltà con la tastiera virtuale (peggiorata anche dalla presenza del solo dizionario in inglese) e connettività limitata.

Si spera che il futuro riservi ciò che manca al presente.

Signori e signore, Vaffanculo.

September 23, 2007 by Riccardo Campaci · 2 Comments
Filed under: Politica, Società 

Il V-Day di Beppe Grillo ha suscitato un acceso dibattito fra i soliti intellettuali del nostro paese, subito pronti ad indignarsi o ad esaltarsi per l’iniziativa del comico ragioniere genovese.
Non voglio entare nel merito delle proposte di Grillo, ma dei toni usati, che hanno suscitato vergogna in chi, in molti casi, si dimentica di questo sentimento solamente quando si guarda allo specchio la mattina.

Sì perchè in questo caso il vaffanculo non è né un diritto, né un dovere, né un registro linguistico, né un’offesa… e così via.

Il vaffanculo non è altro che un sentimento, una volontà di esprimere la sensazione che cresce visceralmente ogniqualvolta ci si trova di fronte al volto dei pupazzi che siedono in Parlamento. E’ lì che scatta il conato, in quel momento, dopo avere sentito l’ennesima inutile dichiarazione o l’inimmaginabile cazzata della giornata, proprio in quell’istante scatta il vaffanculo.

Chi non ha mai osservato Bondi e si è chiesto a quale specie vegetale appartenga?
E chi non si è trovato la faccia di Mastella in TV e ha subito pensato: “ma quando è scappato dal canile, questo qui”?
E Prodi? Un incrocio mal riuscito fra un sacrestano e un vicebidello. Altro che Professore.
Vedendo Berlusconi ci si domanda dove fosse stato fino ad oggi l’ottavo nano, Berluscolo.
O Fioroni… Ministro dell’istruzione incapace di utilizzare i congiuntivi, almeno non bene quanto gli incisivi… viste le sue dimensioni “magistrali”.

Ecco, questo è il vero significato del vaffanculo day; un giorno in cui tutte le persone potevano stringersi insieme e mandare a quel paese tutti quei pupazzi inutili.
Il vaffanculo non è causa dell’antipolitica, ma è l’effetto della politica italiana. E se i signori in Parlamento non riescono a capirlo… allora che vadano affanculo!

Latteria San Marco, Milano offre di meglio

September 19, 2007 by Riccardo Campaci · 2 Comments
Filed under: Gastronomia 

Eccomi qui a descrivere l’esperienza presso la Latteria San Marco, sito in via San Marco, locale storicamente individuato come rappresentativo di una cucina genuina e tipicamente milanese, baluardo di una tradizione casalinga e casareccia.

In tutta sincerità il giudizio sul luogo non è molto soddisfacente, soprattutto dal punto di vista dell’ambiente: il locale è decisamente piccolo, poco curato e sotto alcuni aspetti pure decandente, nel senso negativo della parola (-1).

La toilette, poi, è collocata esternamente, scomoda da raggiungere e tutt’altro che “accogliente” (-1).

Pochissimi tavoli – circa 25 coperti – posizionati alla rinfusa in uno spazio ristretto, con la possibilità di ritrovarsi a cenare a distanza ravvicinata dagli altri commensali o, addirittura, allo stesso tavolo (-1). Alla faccia della riservatezza.
Le cadute di stile sono concluse dal vassoio del pane, con pane non certo fresco e confezioni di crackers “Gran Pavesi” in bella vista; nemmeno l’ombra di un grissino, particolari che fanno apparire un po’ esagerato per un coperto da 1,60 Euro a testa (-1).

Fortunatamente il cibo gustato non delude: ottima crema di zucchine (+1), gustoso riso rosso con cavolfiori, un saporito piccione alla diavola e una bistecca di roastbeef di gradevole fattura (+1), sebbene gli spaghetti ai broccoli risultino un po’ insipidi.
Un pluaso anche ai dolci (+1), rigorosamente genuini e tradizionali.

Sia chiaro, non ci si deve aspettare chissà quale fantasia gastronomica o rielaborazioni particolari: i piatti della Latteria San Marco sono tutti troppo semplici, in certi casi un po’ banali.

Potrei consigliare la Latteria San marco a chi ama la cucina casalinga, nel senso più letterale del temine: la maggior parte di piatti li potreste mangiare tranquillamente a casa vostra. Per alcuni è un aspetto lodevole, per altri può esserlo un po’ meno.

Pessima invece l’impressione sul locale in sé, scomodo, ristretto, trascurato ed esteticamente poco appagante, lontano dal comfort o dalla tranquillità richiesta per cenare comodamente. E sinceramente, una città grande e ricca di locali come Milano sa offrire posti migliori

Giudizio sintetico: nella globalità il luogo non giustifica la sua fama; ambiente sicuramente da rivedere, cucina discreta ma solo se siete amanti del “casalingo” nel senso più stretto del termine (-4;+3)

Più New York Times per tutti

September 18, 2007 by Riccardo Campaci · 1 Comment
Filed under: informazione 

Una bella notizia da Alessandro Longo: il New York Times (online) abbandona la formula a pagamento e diventa libero e consultabile da tutti, archivi compresi.

Più notizie per tutti e più pubblicità per tutti.

Wikipedia EN raggiunge quota due milioni

September 13, 2007 by Riccardo Campaci · Comment
Filed under: Internet 

La versione inglese di Wikipedia ha raggiunto le due milioni di voci.Aspetto sorprendente anche in realzione agli iscritti, circa 3,4 milioni.Significa una media di circa 0,6 articoli ad iscritto.Segno che se tanti fanno anche poco, si possono lo stesso raggiungere ottimi traguardi.

Italiani depressi in casa e in chiesa

September 10, 2007 by Riccardo Campaci · Comment
Filed under: Società, salute 

Secondo un sondaggio di Riza Psicosomatica gli italiani riterrebbero casa e chiesa i luoghi più deprimenti, seguiti da uffici, centri commerciali e discoteche.Fa riflettere il fatto che 2 luoghi da sempre simbolo di positività (la casa, il focolaio pregno di familiarità e calore domestico, e la chiesa, l’incontro di una “famiglia” collettiva attorno ai valori più tradizionali) siano oggi visti come fonte di tristezza.Segno che i tempi cambiano ed oggi essere “casa e chiesa” è sinonimo di condurre una vita triste.

Divario digitale, divario culturale?

September 9, 2007 by Riccardo Campaci · 1 Comment
Filed under: Società, tecnologia 

Ne avevo già parlato: spesso il digital divide può essere definito come digimental divide, inteso come la mancanza personale di volontà nel colmare alcune alcune, ovviamente facendo sempre i dovuti distinguo del caso.Un esemplare caso, secondo me associabile, viene e dal Perù, dove Antonia Paz, ha deciso di imparare a scrivere alla tenera età di 103 anni, per potersi mantenere in contatto con i figli sparsi per il globo. Studiando s’impara.Un plauso ad Antonia, che non è diventata un hacker, ma ha dimostrato che in molti casi il divario (digitale, comunicativo o alfabetico che sia) è descrivibile più ampiamente come divario culturale o semplice mancanza di buona volontà e di imparare.Ne sfiora l’argomento anche Andrea Marzilli in un’interessante intervista pubblicata su MarketingArena, sebbene in altro contesto:

Il digital divide è ancora un problema, credo più culturale che altro.

Spesso divari, lacune e mancanze apparentemente tecnologiche hanno un’origine più profonda, che fa riferimento al sostrato culturale, di un’intera Società e dei singoli individui che la compongono.Fortunatamente c’è chi come Antonia Paz, riesce ad emergere.

Italia, esempio contro il fumo

September 9, 2007 by Riccardo Campaci · Comment
Filed under: Società, salute 

Meno male. Anche l’Italia, nel suo piccolo, può essere presa ad esempio dal resto dell’Europa su qualcosa: trattasi della legge antifumo propugnata dall’ex ministro Sirchia, ai tempi Ministro della Salute del passato governo Berlusconi, forsa una delle (poche) cose buone partorite durante quel governo.Una legge che rende giustizia a chi preferisce respirare ossigeno e non nicotina mista a tabacco e catrame. In molti paesi europei (cito l’Olanda, ad esempio, dalla quale sono da poco rientrato) non è così: i locali pubblici sono ancora delle camere a gas.L’Unione Europea ha così adotatto una risoluzione per promuovere iniziative anti fumo simili alla legge Sirchia in tutti gli Stati del Vecchio Continente. Per una volta, viva l’Italia, sebbene la vera “italianità” sia subito in agguato: i controlli per far rispettare la legge sembra siano sull’orlo dell’estinzione.L’italiano perde il pelo ma non il vizio.

Scuola italiana: bocciata

September 5, 2007 by Riccardo Campaci · Comment
Filed under: Politica 

Prendo spunto da un post di Aghost per parlare delle “novità” che Giuseppe Fioroni vorrebbe reintegrare nel nostro ordinamento scolastico.L’obbiettivo berlusconiano delle 3 “i”(inglese, impresa e informatica) a quanto pare è rovinosamente fallito, tramutando le 3 “i” in “idiozia, ignoranza e indolenza”, caratteristiche che sembrano rappresentare la nuove generazioni, formate da un’istutuzione scolastica non pià fondata sulle promozioni con merito, ma sull’accantonamento dei debiti.Cosa fare allora per arginare questa crisi del sistema scolastico? Ovvio! Si ripristina l’ammissione all’esame della terza media, si da più importanza allo studio delle tabelline e all’italiano, matematica, storia e geografia. Mah…Da una parte l’idea di Fioroni non pare del tutto sbagliata: la scuola italiana è sempre più una barzelletta, votata alla creazione di persone che a stento riescono ad esprimersi in italiano corretto e incapaci di andare oltre ad un 2+2=4.D’altro lato non vorrei che questo progetto porti ad un passo indietro rispetto a quello (poco, pochissimo) che di positivo è stato fatto negli ultimi anni, magari riguardando con simpatia al vecchio sistema, appesantito dalla sciagurata Riforma Gentile e da ciò cha da essa ne scaturì, soprtattutto in senso negativo.Le parole di Fioroni in questo senso non sembrano essere preoccupanti

le 3 i sono importanti, ma non servono se non si conosce la storia, l’italiano e la geografia

e hanno una loro logica. L’unica speranza è che il nuovo non sia abbandonato in favore del vetusto, speranza che dovrebbe anche essere supportata da un impegno politico-tecnologico, non solo meramente istituzionale.In soldoni, è inutile esprimere certi concetti finchè restano nella teoria e sui giornali.Nel frattempo le riforme scolastiche sembrano continuare a rincorrersi e a proporsi ciclicamente, con la sola evidenza di un riformismo privo di mordente e inconclusivo. Ritorna tutto: esami di riparazione, ammissione alla terza media, commissione esterna, ecc. per poi scomparire di nuovo tutto.Si fa per disfare, per poi rifare allo stesso modo e disfare allo stesso modo.Non parliamo poi dell’Università, ormai caricatura di se stessa, con la proliferazione di una miriade di corsi di studio (inutili) che probabilmente nascono solamente per raccimolare qualche incentivo pubblico e che lasciano il povero diplomato spesso spaeasato di fronte a quella che dovrebbe essere una delle scelte più importanti della sua vita.Il dialogo fra ambiente accademico e mondo del lavoro è ridicolo: sono due realtà che continuano a parlare un linguaggio totalmente diverso. Incomunicabilità che si ripercuote sul neolaureato, parcheggiato fra l’incudine della teoria più inutile e il martello di una praticità sempre latitante.Insomma… non è una questione di tabelline, 3 “i” o esami di riparazione; la scuola italiana fa pena, e lo fa sempre di più.

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